Siamo bombardati da messaggi culturali che ci spingono a utilizzare questa nuova tecnologia rivoluzionaria, che migliorerà e arricchirà la nostra vita. E’ vero che Internet offre questa possibilità, ma è anche vero che potenzialmente è molto pericolosa e oltre a connetterci agli altri, progressivamente ci disconnette dagli altri; oltre ad offrire nuove possibilità (lavoro, amicizia, affari, etc.) spesso ci fa cadere trappola di raggiri; oltre ad offrire nuovi modi per esprimerci e sperimentare altri modi di essere, ci aliena dalla quotidianità e dalla realtà concreta.
Navigare nella rete diventa il nostro scopo di vita e non possiamo più farne a meno! Nel giro di sei mesi possiamo sviluppare una dipendenza da internet!
Nonostante il fenomeno sia ancora impreciso e la rete una realtà relativamente giovane, per poter affermare con certezza vantaggi e pericoli cui può dare luogo, è già disponibile numerosa letteratura psichiatrica sui rischi di dipendenza o su alterazioni psicopatologiche, indotte dall’uso del computer. Può diventare coazione a ripetere, può causare derealizzazioni, dipendenza, alienazione.
L’IAD provoca, al pari di un’altra patologia da dipendenza, problemi sociali, sintomi di astinenza, isolamento, problemi coniugali e di prestazione, problemi economici e lavorativi.
Alcuni studi hanno ipotizzato un percorso virtuale verso la retomania, che procedere da:
- uno stadio iniziale di modalità di fruizione a “zapping” (ossia sguardi fugaci da sito a sito guidati dall’impulso a ricercare qualcosa di importante e di emozionante);
- ad una fase definibile tossicofila (uso intenso della rete, con la consapevolezza di non poterne fare a meno, sensazioni di malessere nei periodi di disconnessione, perdita di sonno, uso intenso delle chat lines e dei gruppi di discussione);
- e infine una fase tossicomanica (uso intenso dei MUDs, con grave compromissione della vita relazionale e professionale).
I giochi interattivi (MUDs), in cui tutti i partecipanti possono interagire contemporaneamente, scegliendo un ruolo e un setting nel quale farlo, rispetto ai giochi di ruolo tradizionali, hanno maggiori aspetti di depersonalizzazione, la tecnica usata rende meno evidente l’aspetto ludico e consente una maggiore identificazione del giocatore col personaggio.


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